“Se puoi cambiare idea, puoi cambiare la tua vita." (William James)
Uno strumento particolarmente interessante, in ultima previsto con il D.Lgs.23/2015, è dato dal diritto per il datore idi lavoro di revocare un eventuale licenziamento.
Perché revocare un licenziamento? Ad esempio per meri motivi economici, perché ci si rende conto che non vi erano sufficienti elementi per poterlo fare e quindi il rischio di andare in causa e perdere è particolarmente elevato.
Si tratta di un vero e proprio diritto di ripensamento posto a favore dell’azienda, un paracadute molto vantaggioso da attivare ogni volta che ci si renda conto di avere fatto una “cazzata”, di non aver valutato correttamente i fatti e le conseguenze del licenziamento.
Quale è il potere della revoca?
Con la revoca del licenziamento, il rapporto viene ristabilito senza soluzione di continuità, ricostituendo tutti i diritti e doveri del lavoratore, come se il licenziamento non fosse mai avvenuto.
Revocato autonomamente il licenziamento, l’azienda non è soggetta ai regimi sanzionatori previsti dalle norme sui licenziamenti illegittimi, dovrà unicamente pagare le retribuzioni ed i relativi contributi, fino alla data della revoca.
E il lavoratore? Da una parte ri-ottiene il lavoro e tutte le tutele, dall’altra però perde qualsivoglia ulteriore diritto di pretese nei confronti dell’azienda per l’illegittimità del licenziamento.
Tempistiche: Nella normalità i lavoratori hanno tempo 60 giorni per impugnare in forma scritta un licenziamento, a pena della decadenza; contestualmente l’azienda, dal momento del licenziamento e comunque fino a 15 giorni dal ricevimento dell’eventuale impugnazione, ha la facoltà di attivare lo strumento della revoca.
Se il diritto di revoca viene azionato scaduti i 15 giorni dall’impugnazione, è il lavoratore che ha la decisione finale, se cioè proseguire con la sua azione giudiziale o se accettare il ripristino del rapporto; ovviamente in sede giudiziale sia l’atteggiamento tenuto dal datore che dal lavoratore verranno presi in considerazione.
Interessante è anche il fatto che con l’azione di revoca il dipendente ha l’obbligo di immediata ripresa del servizio, in mancanza rischia una procedura disciplinare per assenza illegittima e relativa azione disciplinare che può a sua volta portare ad un nuovo licenziamento.
L’argomento è stato qui trattato volutamente in modo sintetico e semplificato ad uso esclusivo dei clienti dello studio, di conseguenza, non costituisce un parere giuridico né può in alcun modo considerarsi come sostitutivo di una consulenza specifica.